Samuele Venturi
lunedì, marzo 24, 2003
 
Sapevamo ormai che sarebbe iniziata. E che le vittime prima o poi le avremmo dovute contare e le citt� in fiamme guardare. Quello che in pochi si immaginavano dover fare, forse, era vedere immagini di prigionieri messi in mostra dalla tv. E ieri pomeriggio � accaduto proprio questo. Di qui, il dibattito odierno. �Mostrare o non mostrare quel video?� Se fossi stato il direttore di una qualche testata televisiva avrei mandato in onda il documento in versione integrale. Ma coloro che si spacciano per moralisti � la morale � bell�� morta da un pezzo, quello che ne rimane sono solo i moralismi -, prima di tutti i grandi network a stelle e strisce, non l�hanno pensata ugualmente, �consigliati� caldamente in tal senso � forse � dal Ministero della Difesa americano. Tutto questo per risparmiare immagini scabrose alla popolazione. E che credeva che fosse, l�opinione pubblica, una guerra? Shock, devastazione, crudelt�, MORTE, la guerra � tutto questo, non devo certo essere io ad insegnarlo. E� cruda realt�, non finzione. E� attaccare un Paese, non essere i loro liberatori. E� stracciare la Convenzione di Ginevra, non un conflitto con un paese democratico. E� corpi esamini in strada, non uomini seduti all�ombra della tenda di un accampamento. E� propaganda. E come gli americani hanno, si dice, dato per morto Tarek Aziz per aprire le ostilit�, cos� anche gli irakeni hanno usato i media per pareggiare quel conto che, altrimenti, sul campo, non potrebbe mai essere equilibrato. Gli irakeni hanno �mostrato i muscoli� al nemico. �Semplicemente� questo. Non c�� da chiedersi perch� un documento del genere venga o meno messo in onda, dobbiamo interrogarci � penso io � sul perch� avvengano simili cose a prigionieri di guerra, angloamericani o irakeni che siano. L�unica domanda coerente da porsi oggi � solo e soltanto questa. Nel 1991 le uniche immagini disponibili inquadravano la guerra con un obiettivo che era non falso, ma sicuramente fuori fuoco. La muraglia dei traccianti irakeni mal rappresentava una guerra che macinava anche allora morte e devastazione. Adesso, nel 2003, i media possono inquadrare ben altro, anzi, tutto. E� la guerra, dobbiamo vederne ogni suo aspetto. Emingway, Montanelli, la signora che ultimamente ha �sparato� contro il Social Forum Europeo, erano grandi cronisti di guerra ma non potevano permettersi di penetrare cos� nel profondo l�animo dei loro lettori, come invece, oggi, la televisione ha il potere di fare con i propri telespettatori. E se da una parte i media avranno come buon risultato i grandi ascolti, dall�altra dovranno tristemente rendersi conto � qualora abbiano un�anima e ancor pi� un�etica � di essere sottoposti alla propaganda di questo o quel governo, di quell�americano o di quell�altro irakeno, di quel partito piuttosto che dell�altro.
Ci� non toglie che i il regime irakeno abbia commesso una nefandezza nel far mostra di quei prigionieri. Una simile azione raccoglie tutto il mio dissenso cos� come, con le debite riserve, lo ha raccolto la decisione di questa guerra.
Scusate le banalit�...
P.s. Votate il sondaggio qui a fianco.


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