Samuele Venturi
martedì, gennaio 28, 2003
 
Stasera scrivo per consigliare un film:" Prendimi l'anima" di Roberto Faenza, film veramente intenso e sicuramente da non perdere, bravi gli attori, bravo il regista. Poi scrivo invece per sconsigliarne un altro: Il mio grosso grasso matrimonio greco. Molti sgraneranno gli occhi poich� � stato uno dei pi� grandi successi della stagione ma io di risate, vedendo questo film, ne ho fatte veramente poche. Spiego perch�: basta con questi film, in questo periodo molto in voga, dove il popolo americano � alla moda, trendy, figo, bello, cool e gli altri, in questo caso i greci, sono goffi, baffuti, grassi, rozzi e tutto ci� � la scusa per riderci un p� su. Non ne posso pi�! Certo qualcuno potr� dire che alla fine del film infondo, ma proprio infondo eh!, c'� un piccolo risvolto a loro favore (dei greci intendo), ma io durante la proiezione mi sono immaginata le immense multisala amercane piene di grassi e obesi americani, imbrattati di pop corn che se la ridevano all'ennesima gaffe della protagonosta, all' ennesima forzatura su stereotipi e usanze greche. Ma che bello, veramente originali! Ancora una volta l'America ha voluto, velatamente, dimostrare la sua superiorit�. Spero di non essere tacciata di esagerata, spero di essermi spiegata bene...
mercoledì, gennaio 22, 2003
 
Evviva la storia, evviva la cultura, evviva l'identit� collettiva nel terzo millennio
Stasera vi racconto una cosa che � successa nel mio paese in questi ultimi giorni. Riassumo brevemente. Il Palazzo Pretorio (ex sede delle patrie galere e delle passate amministrazioni comunali) � stato sottoposto a una ristrutturazione durata due anni che lo ha visto tornare alla luce la scorsa settimana. Un lavoro eseguito in modo ineccepibile: una facciata bellissima. Ma con qualche riserva: � punteggiata da alcuni piccoli "nei". Se prima c'era un altrettanto bellissimo portone in legno chiodato (classico stile, se pur ne fosse copia, dell'epoca trecentesca) adesso ci sono tre porte col maniglione antipanico. Un colpo d'occhio davvero inguardabile, una sovrapposizione di stili raccapricciante. Se lo guardate, anche in foto, non potrete trattenervi dal digrignare i denti. Queste tre porte in paese non piacciono a nessuno, pardon, piacciono soltanto a chi le ha messe o fatte mettere. In ogni modo del portone vecchio non v'� pi� traccia. Dei vetri piombati delle finestre, idem. "Il portone lo abbiamo smembrato per restaurare le altre porte del palazzo, tanto non aveva valore era legnaccio del 1928", ha detto qualche amministratore. E i vetri? "I vetri non sappiamo dove siano", ha detto qualche altro. Insomma una serie di domande che hanno riscontrato soltanto risposte imbarazzanti per la loro ingenuit� e inconsistenza. Fatto sta che ai figlinesi quelle porte fanno orrore e, soprattutto, dove sono le varie suppellettili che abitavano il palazzo prima del restauro. Mistero... Leggete gli articoli che ho scritto in questi due giorni e capirete quanto la storia, la cultura e l'identit� collettiva siano oggi calpestate da chiss� che cosa o da chiss� chi. Santa ignoranza, compresa quella di chi scrive... Ecco i due arti coli apparsi ieri e oggi su il Corriere di Firenze. Domani ne uscir� un altro, quindi tornate a visitarci, sar� cosa graditissima.
venerdì, gennaio 10, 2003
 

Quella che intravedete nella foto non � pioggia ma neve. A Figline Valdarno ieri si � verificato questo strano fenomeno che ha letterelamente sbalordito gli abitanti. I Figlinesi pi� apocalittici hanno da subito creduto a una punizione divina. In pochi invece hanno dato il giusto peso all'avvenimento. Nessuno sapeva che fosse neve. L'ultima nevicata risale al 1997: facevo la V ginnasio e andai a "giocare a pallone" all'oratorio. Da l� mai pi� vista. La pi� grossa nevicata risale invece al 1985/86, quando il Valdarno fu veramente ricoperto da questo strano manto bianco. Ieri sera io mi aspettavo un'altra bella nevicata ma guardando verso il cielo ho visto tutto sereno. Statisticamente dovremmo aspettare altri 10 anni per rivederne cadere un po'. Non la penseranno cos� nostalgicamente come me chi abita a Trieste, dove la colonnina di mercurio � scesa sotto ogni limiti. Intervistato dal tg5 un anziano triestino, vestito con una giacchetta e sotto solo una camicia, ha cos� commentato il gelo di questi giorni: "Ma che freddo, non assomiglia per niente a quando ero giovane io". Una giovane tristina invece ha espresso tutta la sua sorpresa nel vedere uno scenario del genere. Differenze di generazione...
martedì, gennaio 07, 2003
 

Dopo il tracollo di quest'anno e le numerose nevrosi di Capello adesso vedere questa immagine non mi fa neanche tanto effetto. Aprendo l'inserto "Vivere Roma" de La Stampa ho appena trovato, in prima pagina, questo magnifico esempio di calcio demenziale. Ovviamente i motivi per cui si sono conciati cos� saranno senz'altro nobili, ma lo scatto resta comunque buffo. Vedere Totti con quel sorrisetto mi giustifica tante sue interviste, come quella ormai nota, in cui scambi� il latino per inglese. Vai Pupone..!
 
Cosa farei con il primo premio della Lotteria Italia...
Qualche anno fa un figlinese molto celebre disse che con il primo premio avrebbe comprato una Ferrari e si sarebbe schiantato contro la facciata della chiesa del paese. Io sono un po' pi� moderato e, per via dei miei 21 anni prossimi ai 22, li spenderei gran parte in viaggi. Dobe non so, ma chi � un affezionato lettore di questo blog, potr� scommetere che almeno uno lo farei di nuovo a Parigi. Ma le opzioni sono infinite tanto che adesso non mi viene in mente nient'altro, e allora questo post diventa abbastanza insignificante... quindi parlo di altro.
La prostituzione che fa pauraSabato sera il sottoscritto stava tornando da San Giovanni (chi conosce il Valdarno avr� ben chiara la situazione) mi � successo questo. Fermo allo stop che dal Porcellino si affaccia sulla statale mi sento chiamare: "Ehi.." La mia reazione � di quelle dovute alla sorpresa, quindi scossone e sospiro affannato. A chiamarmi era una giovanissima prostituta che ha addirittura accompagnato il saluto con un bacio al quale non ho risposto. Questa storia non sar� certo simpatica ma rende l'idea della gamma di agguati che vengono tesi a nostra insaputa.
 
Che ne pensate di questo giornalismo..?
Ho deciso di raccontarvi questa "simpatica" storia di giornalismo (forse un termine un po' troppo forte...) che mi � capitata negli ultimi giorni. Chiamer� i protagonisti di questa vicenda con gli pseudonimi di un grande romanzo, il cui scrittore si rivolter� nella tomba leggendo la mia parodia. Quindi abbiamo il signor Renzo Tramaglino, il signor don Abbondio e il dottor Azzecca-garbugli (che sarei io). Bene, inizia la storiella. Renzo Tramaglino un giorno chiama don Abbondio e gli spiega che esiste una bell'argomento che potrebbe trattare durante una delle sue omelie in modo da spronare l'opinione pubblica a rimediare una significante storia di inquinamento. Il curato promette a Renzo che presto si recher� presso la sua abitazione per conoscere il contenuto dell'argomento. I giorni passano, ma Abbondio non si vede. Allora Renzo cerca di informarsi e di sapere se al vecchio curato � capitato qualcosa, ma sente le sue omelie tutti i giorni e non capisce il perch� del suo diniego. Quindi il giovane comincia a pensare che Abbondio non sia interessato a quell'argomento. Intanto in paese si fa sempre pi� insistente una voce: i signorotti del paese avrebbero intimato al curato di tacere quell'argomento, pena l'esclusione dall'ordine dei curati. Il nostro Renzo allora decide di rivolgersi al dottor Azzecca-garbugli tramite conoscenze di Lucia. Il giovane avvocato accetta subito di buon grado l�intervento sull�argomento che Renzo gli propone con cos� tanto sentimento. E il dottore, dopo un attento e minuzioso studio delle pratiche fornite da Renzo, la vigilia di Natale scrisse questo. Passano dieci giorni e don Abbondio si presenta di nuovo davanti alla porta di Renzo per chiedere spiegazioni sull�argomento. Renzo, giustamente, gliene fornisce e anche il curato quindi scrive, �di cartacarbone�, quest�altro. Morale della storia. Niente compromessi. Niente intimidazioni. Niente di niente. Solo il pensiero verso due prerogative: la propria coscienza e il lettore.

Una domanda: secondo voi don Abbondio avrebbe scritti quell'articolo se l'Azzecagarbugli non lo avesse fatto? E se l'Azzecca-garbugli non l'avesse fatto, e quindi anche don Abbondio, i lettori avrebbero appreso la notizia? Io credo di no. In ogni modo l'Azzecca-garbugli � sulla notizia e la racconter�... come oggi con gli sviluppi della vicenda.
In ogni modo questo post non vuol dare esempio del buon giornalismo e del cattvo giornalismo, non ne ha i mezzi e le capacit�, ma vuol cercare di spiegare che dai paesi, e s� s� fino agli Stati, il percorso per una buona informazione � drammaticamente lungo e impervio. Nel nostro piccolo cerchiamo tutti di costruire qualcosa di utile per gli altri, nel nostro caso l'informazione. Lungi dal voler insegnare a qualcuno a fare il proprio mestiere e dall'offendere qualsiasi persona, vi saluto e se vi interessa leggete gli sviluppi della vicenda.



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